Oggi parliamo di: Dove la notte inizia


Titolo del libro: Dove la notte inizia

Casa Editrice: Graphot / Spoon River

Anno prima pubblicazione: 2011

Descriviti in 140 caratteri: Sono nato a Torino Domenica 28 Aprile 1963.
Come tutti quelli nati di domenica, sono simpatico, solare e intelligente.
E modesto, chiaro.

5 aggettivi sul tuo libro: Claustrofobico, divertente, appassionante, angosciante, terrificante

La trama del tuo libro: Come dovrebbe essere un “Reality Show” per essere veramente “reale”?
E’ la domanda che si sono posti alla Tele Tecno, la casa produttrice famosa per la sua autorevolezza nel
campo della ricerca e la divulgazione scientifica. E la risposta che si sono dati è che per essere davvero
realistico, i concorrenti (o le cavie?) devono essere completamente isolati.
E quale migliore isolamento di una miniera abbandonata?
Ma lo stesso giorno in cui iniziano in gran segreto le registrazioni, tutti coloro che conoscono
l’esistenza di questo progetto vengono uccisi in un attentato, senza che i concorrenti sospettino nulla.
Cinque anni dopo, l’agente Stefania Pane, trasferita per punizione all’Ufficio Documentazione della
Questura Centrale di Torino, per puro caso trova un documento che la mette sulle tracce di questa
vicenda. Non creduta dai suoi superiori, decide di investigare da sola, con il solo contributo del
fidanzato Gianni, per poter riscattare il motivo per cui si trova in punizione.
La visione del registrato della trasmissione si trasformerà in una discesa all’inferno per la giovane, che
sarà testimone di diversi omicidi, e dovrà decidere se andare al salvataggio di eventuali superstiti.

Una frase del tuo libro: si udì un rumore sordo seguito da un fischio acuto. Tutti si girarono verso
l’ascensore, da cui proveniva il rumore. L’uomo che era entrato per primo aveva ancora la mano sul
pulsante di chiamata. Dalle profondità della terra si sentiva un rumore cigolante che indicava che la
cabina stava salendo. Sopra il cubo metallico si vedevano i cavi che sparivano in alto in una rien-
tranza della roccia, dove erano nascosti i meccanismi che mettevano in movimento la cabina.
Dopo alcuni snervanti minuti arrivò al piano.
La porta venne aperta e i dieci entrarono tutti nello spazio.
Qualcuno disse: «Ma ci terrà tutti?»
«Nessun problema» disse qualcun altro. «La targhetta indica che porta venti persone per 2400
Kg. C’è qualcuno che è ingrassato di recente?» La battuta provocò qualche risatina.
Chiusero la porta. Su una pulsantiera erano presenti tre tasti uno sopra l’altro: quello in alto aveva
una freccia in su, quello in mezzo invece riportava la dicitura «ALT.»
Il tasto inferiore era contraddistinto da una freccia verso il basso dal significato fin troppo evi-
dente.
«Andiamo?» disse il solito uomo dalla pelle scura.
«Andiamo» risposero diverse voci.
Premette il tasto inferiore e la cabina iniziò a muoversi rumorosamente. Nascoste ai dieci, due te-
lecamere controllavano la scena. Una era dentro l’ascensore, mentre l’altra era posizionata nella par-
te nascosta in alto, e forniva una visione struggente della cabina mentre scendeva nelle viscere della
terra.
Un’altra ripresa perfetta.
Ma questa volta nessuno la stava osservando.

Quanto tempo hai impiegato a scriverlo? Un anno e mezzo circa

Convinci i tuoi potenziali lettori a comprare il tuo libro : “La scrittura di Pippia è semplice, diretta e immediata. Sono entrata da subito al centro della storia… Se amate il thriller allora dovete leggerlo.”
Marianna de Rossi, Corpi Freddi – Itinerari Noir


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